Gesualdo Edizioni

Nasce la Gesualdo Edizioni

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Il nome Gesualdo ha una duplice valenza. Esso, infatti, indica una cittadina in provincia di Avellino, poco distante da Napoli e Salerno, ma anche la patria elettiva del celeberrimo Principe madrigalista, che nel Castello dell’omonimo feudo irpino trascorse gran parte della propria esistenza, dedicandosi pienamente alla sua attività di musico e mecenate.

Il feudo di Gesualdo è stato considerato, nella memoria popolare prima ancora che in letteratura, il rifugio perfetto del Principe Carlo, non tanto e non solo dalla vendetta delle potenti famiglie dei d’Avalos e dei Carafa, quanto e soprattutto dai suoi sensi di colpa; un luogo di espiazione, dunque, che avrebbe beneficiato negli anni a cavallo tra ‘500 e ‘600 di una straordinaria munificenza. Il paese, infatti, ancora conserva l’impianto urbanistico disegnato dal suo antico signore nonché i palazzi, i giardini, le fontane, le chiese, i conventi che egli fece erigere, con un ricco arredo di statue e dipinti. Tra questi ultimi la cosiddetta “Pala del perdono”, dove il Principe si fece raffigurare penitente dinanzi a Cristo giudice.

Con lui anche il Castello perse l’aspetto di rude fortezza per divenire residenza principesca a tutti gli effetti. Esso ospitò al suo interno una fastosa corte canora ed artistica, frequentata dai migliori musici del tempo, oltre che da poeti e pittori (tra cui certamente Tasso e forse Caravaggio). Non solo. Carlo Gesualdo v’impiantò una Stamperia, tra i pochi esempi riscontrabili nell’Italia cinque-seicentesca. Con questa diede vita alla sue opere più importanti (i Libri Quinto e Sesto di Madrigali a cinque voci e un Libro di Responsoria), definite oggi quale “patrimonio imprescindibile della cultura occidentale”; opere, ancora, per le quali Carlo Gesualdo ha meritato l’appellativo di “visionario”.

Perciò quattrocento anni fa la terra di Gesualdo fu sede di prestigiose edizioni e noi, legandoci a quell’eredità storica e culturale, abbiamo pensato di riavviare l’antica impresa, ricalcandone con spirito nuovo i sentieri che allora ci furono indicati.

Fin qui il resoconto di un’esperienza che ha rappresentato la concretizzazione di un sogno coltivato fin dalla giovinezza. Divenuti adulti, però, è giunto il tempo di mettersi in cammino verse nuove mete e nuovi traguardi.

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