Storia

La Stamperia del Principe è un nuovo soggetto editoriale che, sorto nel 2011 per iniziativa del Centro UNLA di Gesualdo, fa ora ingresso nel mercato nazionale ed internazionale, aprendosi alle sfide culturali della contemporaneità. Essa è direttamente debitrice al genio dell’illustre Principe madrigalista Carlo Gesualdo. Questi, vissuto tra i secoli XVI e XVII, è annoverato oggi tra gli artisti più visionari di ogni tempo.

Perché Gesualdo?

Gesualdo, Castello

Carlo Gesualdo, nato a Venosa l’8 marzo 1566, morì l’8 settembre 1613 nel castello dell’omonimo feudo di Gesualdo, in Irpinia, dopo avervi trascorso gran parte della vita. Qui, infatti, egli dapprima si rifugiò per sfuggire alla vendetta delle potenti famiglie dei d’Avalos e dei Carafa, avendo fatto trucidare a Napoli nel 1590 la prima moglie (Maria d’Avalos) e l’amante di lei (il duca Fabrizio Carafa), colti in flagrante adulterio; poi vi si trasferì deliberatamente, in compagnia della seconda consorte Leonora d’Este, sposata a Ferrara, dedicandosi alla sua attività di musico e mecenate. Tant’è vero che proprio nel castello avito, trasformato in vera e propria residenza principesca, Carlo Gesualdo impiantò una fastosa “corte artistica” (fatta di musici, cantori e letterati) nonché una stamperia, tra i pochi esempi riscontrabili nell’Europa d’inizio ‘600. Più esattamente, nel 1611, il Principe chiamò a corte il tipografo ed editore Giovanni Giacomo Carlino perché stampasse in Gesualdo le partiture di due libri (il Quinto e il Sesto) di Madrigali a cinque voci e un libro di responsori (Responsoria et alia ad officium Hebdomadae Sanctae spectantia). Trascorsi quattrocento anni dalla prima edizione di tali opere, avviandosi nel contempo la celebrazione del quarto centenario della morte di Carlo Gesualdo, caduto nel 2013, s’è pensato di sottolineare i due importanti anniversari facendo rivivere, proprio nella terra di Gesualdo e ai piedi del suo castello, La Stamperia del Principe, promuovendo in primis l’edizione critica dei Libri Quinto e Sesto di Madrigali a cinque voci, cui farà subito seguito quella dei Responsoria: studi attesi da tempo nella comunità scientifica internazionale.

La marca tipografica

Logo Stamperia Principe Gesualdo

La marca tipografica scelta è la rielaborazione grafica di una delle soluzioni più frequentemente adottate dal Carlino: il granchio che con le proprie chele si tiene ad una farfalla pronta a vibrare libera nell’aria. S’intendeva con ciò richiamarsi, in perfetta conformità al clima culturale cinque-seicentesco, ai due concetti contrapposti e complementari del Festina lente. Il granchio, pertanto, simboleggiava la gravità delle scelte editoriali, mentre la farfalla la rapidità che pure doveva essere connessa alle stesse. Così i due animali, associati nella medesima composizione, fungevano da severo avvertimento: “non sbaglia chi fa presto solo dopo aver ben pensato”. Un monito – si ritiene – valido anche per l’oggi, tanto da poter diventare simbolo e fondamento di un progetto editoriale che pretende di essere innovativo ed originale.